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La governance turistica nella Provincia di Ascoli Piceno: questa sconosciuta! _ Parte prima

Sono ormai mesi che ho in testa di scrivere un articolo sulla particolare organizzazione del sistema di governance turistica nella Provincia di Ascoli Piceno. Un argomento molto importante, ma di cui, poco si parla. Ho deciso di tuffarmi in quest’avventura spinto dalle continue analisi sul comparto, fatte ultimamente sui quotidiani locali, da diversi conterranei. Penso che le motivazioni per cui ora il turismo abbia un ruolo preminente tra le pagine dei nostri quotidiani siano due:  la prima è che in questa cavolo di crisi, una scappatoia si deve pur trovare e allora il turismo è visto come il salvagente di tutti i mali. La seconda è che l’estate per antonomasia è la stagione del turismo, quindi trova naturalmente più spazio tra la cronaca, ma non ci si ricorda purtroppo, che di turismo si potrebbe vivere tutto l’anno, ma questi sono ben altri problemi che tratterò in seguito.

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Dando per scontato che il turismo, assieme alla cultura, rappresenta l’unica salvezza dell’Italia ed anche del nostro territorio, purtroppo le tante analisi fatte al turismo piceno e le numerose proposte pervenute non hanno portato a individuare la giusta cura per i tanti mali che lo affliggono!. C’è un detto che dice: “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” Appunto! Se ne parla tanto, e questo è un bene, ma si rimane troppo in superficie, invece di argomentare le molteplici motivazioni per cui questo settore non è ancora decollato. Questo è un difetto tipico del nostro paese, tutti hanno la ricetta giusta per tutto, un po’ come durante i mondiali di calcio, tutti noi, nel nostro piccolo diventiamo almeno per pochi giorni Cesare Prandelli. Nelle molteplici disamine c’è un ritornello, che dai potenziali allenatori è ripetuto continuamente, e che rappresenta, secondo loro, la panacea di tutti i mali, la pozione magica che risolve tutti i problemi: “Oh ma quanto è bello il Piceno, davvero non c’è paragone con la Toscana e l’Umbria tu vuoi mettere!”. Ecco abbiamo risolto tutto, ma forse i molteplici Cesare Prandelli non sanno una cosa, che ci stiamo solo specchiando, sì, su enormi specchi, ma purtroppo fatti di legno. Le prime volte leggevo e rileggevo questi articoli e la rabbia mi saliva fino in gola, e spesso argomentavo, tra me e me, che tale frase, e sottolineo che la bellezza è soggettiva e che un territorio per essere attrattivo, ha bisogno anche della bellezza, ma non solo di quella, è che a noi piceni manca una cosa che invece loro hanno: Una forte coesione e collaborazione tra i soggetti pubblici e i soggetti privati, ossia, in parole povere un’organizzazione territoriale turistica funzionate e funzionale al servizio del turista e degli operatori. Da noi invece, nel turismo e non solo, vige una regola: Io zappo il mio di orto e me ne sto cò sì quattro guai” e se non mi sta bene quello che tu pensi, non cerco il confronto, ma me ne vado per la mia strada in cerca di alleati. In tempi di crisi epocali come questa non ci si deve di certo piangere addosso, ma per trasformare il brutto anatroccolo in cigno, credo sia giunto il momento di ripensare l’organizzazione della governante turistica nel Piceno. Poiché non c’è sviluppo senza organizzazione e senza strategia, per cercare di rifondare il tutto bisogna analizzare cosa non va partendo da un inciso: è vero che siamo belli ma non basta! E allora ho deciso di fare quest’attenta analisi sulla composizione della nostra governace andando ad approfondire la sua attuale organizzazione. Le prime analisi non sono state molto confortanti, se non siamo a livello delle guerre puniche poco ci manca, tale frammentazione credo, o almeno non lo spero per altri territori, c’è solo qui da noi. Per prima cosa, come quando si deve costruire una nuova casa, si parte dalle fondamenta e allora andiamo a conoscere nel dettaglio l’organizzazione della governance turistica della Provincia di Ascoli Piceno.

Ecco alcuni cenni geografici necessari per chi non conosce la Provincia:

La Provincia di Ascoli Piceno occupa la parte meridionale della Regione Marche, compresa tra i fiumi Aso e Tronto. Si estende su una superficie di 1.228,23 km² che comprende 33 comuni, con una popolazione di 214.014 abitanti. Il suo territorio è prevalentemente collinare, ma possiede la più alta percentuale di aree montuose dell’intera regione, infatti, include la cima più elevata il Monte Vettore (2.476 m), e un’ampia fascia preappenninica che culmina nella vetta del Monte Ascensione (1.108 m) situata appena a nord di Ascoli Piceno. La sua principale caratteristica è l’estrema varietà di paesaggi che passano in una manciata di km dalle lunghe spiagge dell’Adriatico alle montagne appenniniche della catena dei Sibillini e dei Monti della Laga con vette che superano i 2000 metri. Nel mezzo il paesaggio è dominato dalle dolci colline punteggiate da splendidi borghi di origine medievale. I terreni agricoli producono i frutti tipici delle coltivazioni mediterranee, fra cui l’olivo e la vite, le cui zone di produzione sono situate nel crinale settentrionale della media e bassa valle del Tronto. (fonte www.terredelpiceno.it)

mappa regione marche

Avete letto bene nella Provincia di Ascoli Piceno ci sono 33 comuni con una popolazione totale di 214.014 abitanti più o meno la stessa popolazione di un quartiere di Londra!

cartina provincia di ascoli piceno

A oggi a vario titolo, tra pubblico e privato, sono 18 i soggetti che si occupano di turismo ed ecco a voi l’elenco:

  • Provincia di Ascoli Piceno
  • Sistema turistico Locale Piceno
  • Camera di Commercio di Ascoli Piceno
  • Associazione Albergatori “Riviera delle Palme”
  • Associazione Alberghi di San Benedetto del Tronto
  • “AOT” di Grottammare
  • “ACOT” di Cupra Marittima
  • Associazione turistica “La Terra delle Meraviglie”
  • Associazione di operatori turistici “Marche Experience”
  • Associazione “Piceno turismo”
  • Associazione turistica “Sibillini segreti e sapori”
  • Associazione “Marche Picene Doc”
  • Associazione turistica “Cuore dei Sibillini”
  • Consorzio turistico “Riviera delle Palme”
  • Associazione “Picenum Tour”
  • Convention Bureau Piceno
  • Associazione turistica “Valdaso”
  • Itb – Associazione Italiana Imprenditori turistici balneari

Senza contare le varie associazioni di categoria, che a vario titolo, si occupano di tutto e quindi anche di turismo, le elenco:

  • Confindustria (sezione turismo e balneari) 
  • Confesercenti
  • Confcommercio (Federalberghi del Piceno)
  • Confagricoltura (Agriturist)
  • Cia
  • Coldiretti
  • Copagri
  • Confartigianato
  • Cna

Un dato non di certo trascurabile è che i 18 soggetti più le 9 Associazioni di categoria insistono ed operano in un territorio di appena 33 comuni, il quale almeno sulla carta, conta 800 strutture ricettive, suddivise tra le diverse tipologie. Non ho mai fatto un calcolo geometrico, ma a occhio e croce, e conoscendo la composizione geografica delle altre province delle Marche, posso affermare con certezza che in base al rapporto abitanti, comuni, strutture, siamo in proporzione, la prima provincia come capacità ricettiva. La prima riflessione è d’obbligo: ma tutti questi soggetti cosa fanno e come sono organizzati? Non vi sembra che ce ne siano un po’ troppi?. Questo lo vedremo nella prossima puntata in cui analizzerò uno ad uno, i vari soggetti che compongono la governace…

Buona lettura

Luca

 

L’enogastronomia una grande opportunità di sviluppo per il turismo Italiano

Da uno studio dell’Osservatorio Nazionale del Turismo di Unioncamere sulla domanda turistica in Italia (su un campione di circa 20 mila turisti intervistati nel 2012) emerge un dato molto significativo: il numero di turisti che organizzano la propria vacanza per vivere un’esperienza di viaggio basata sull’enogastronomia e sul gusto è ancora contenuta, ma, una volta sul territorio l’interesse del turista nei confronti dell’offerta enogastronomica locale, si moltiplica in modo esponenziale.

Le Mele Rosa dei Monti Sibillini

Le Mele Rosa dei Monti Sibillini – foto di Luca Marcelli

Entrando nello specifico e analizzando i dati emerge che:

I prodotti italiani attirano gli olandesi (13,6%), i tedeschi e gli spagnoli (rispettivamente il 10% circa).

Il turista una volta arrivato sul territorio nel 30% dei casi occupa il suo tempo libero nella degustazione dei prodotti locali, la quota  arriva al  40% nel caso dei turisti extra europei.

Alla degustazione si abbina la partecipazione agli eventi enogastronomici (15,3%) e l’acquisto dei prodotti (10,7%), nel caso di turisti extra europei si arriva al (23,5%).

Un ulteriore dato molto importante che emerge dallo studio è che, Il turista che trascorre la vacanza in Italia, spende nel complesso oltre 10 miliardi per acquisti di prodotti agroalimentari vale a dire il 14% delle spese turistiche generate di turisti italiani e stranieri che hanno trascorso la vacanza in Italia (nel totale oltre 72 miliardi di euro stimati).

L’’importanza della vacanza attiva, infatti, i turisti praticano sport in vacanza per il (37,2%) e amano fare escursioni (30%).

Lo shopping,  occupa il 40% del loro tempo libero, mentre le  visite  ai monumenti, attirano il 15% dei turisti in vacanza in Italia.

Lo studio è un ottimo strumento per consolidare alcune certezze, in merito alle necessità, per le destinazioni, di dotarsi di un’ampia gamma dei servizi, in particolar modo legati al turismo enogastronomico, che, soprattutto per i turisti stranieri, rappresenta il vero motivo del viaggio in Italia.

Inoltre la pianificazione di una vasta gamma di servizi mirati al turista ed incentrati sull’offerta enogastronomica locale e non mi riferisco solo alle degustazioni, ma ai corsi di cucina, alle visite guidate nelle fattorie, cantine ed oleifici, alle escursioni alla ricerca di funghi e tartufi, alla vendemmia o alla raccolta delle olive ecc, può rappresentate, in tempi di crisi, un’opportunità di lavoro per chi vuole investire su se stesso e sul proprio territorio.